Alejandro Valverde non ha bisogno di presentazioni, ma alla Nove Colli ha scoperto qualcosa di diverso anche per un campione del suo calibro: un mix unico di passione, fatica e organizzazione impeccabile. Tra salite impegnative, paesaggi mozzafiato e l’abbraccio di migliaia di ciclisti e tifosi, lo spagnolo racconta cosa significa vivere la granfondo più iconica d’Italia dall’interno. E il verdetto è chiaro: “È uno spettacolo che rifarei senza esitazione.”
Quanto è emozionante correre la Nove Colli insieme a così tanti ciclisti?
Correre insieme a così tanti ciclisti e appassionati, persone che ti seguono da sempre, è staot un piacere e un onore. È una granfondo, ma il modo in cui il percorso è chiuso e quanto tutto sia ben organizzato è davvero impressionante.
Hai avuto difficoltà l’anno scorso?
Il livello della prova è molto alto; ci sono corridori che vanno davvero forte. Ho avuto alcuni momenti di difficoltà, ma ciò che colpisce di più è proprio il livello: partecipanti molto preparati. Nonostante questo, si gode tantissimo.
I paesaggi ti sono rimasti nel cuore?
I paesaggi sono spettacolari: colline e scenari bellissimi che ti fanno venire voglia di ripetere l’esperienza.
Qual è stato il piatto migliore che hai mangiato durante i tuoi giorni a Cesenatico?
Si mangia benissimo: pasta e risotto sono spettacolari. Sono alimenti perfetti per uno sportivo e, quando sono preparati così bene come a Cesenatico, diventano un vero spettacolo.
Se dovessi paragonare la Nove Colli a una gara professionistica, quale sarebbe?
Sarebbe come una classica durissima, al livello di una World Tour: un percorso lungo e impegnativo, con salite consecutive, anche se non troppo lunghe. Sono nove colli, alcuni con pendenze davvero dure.
Sicuramente la rifarei, è uno spettacolo.
Un grazie sincero a tutti i tifosi, italiani e non, che mi hanno accompagnato in questa avventura!